Itala: La Leggenda Torna a Correre
- Auto Tribù

- 3 gen
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C’è un nome che, nel secolo scorso, ha rappresentato l’orgoglio ingegneristico italiano nel mondo, prima ancora che la Ferrari diventasse un mito globale. Quel nome è Itala. Dopo decenni di silenzio, il leggendario marchio torinese è pronto a rinascere. Non si tratta di una semplice operazione nostalgia, ma di un progetto industriale concreto che mira a riportare l'Italia al centro della produzione automobilistica di alta gamma.

Una Storia di Potenza e Nobiltà
Fondata a Torino nel 1903 da Matteo Ceirano, Itala si distinse immediatamente per la costruzione di auto robuste e tecnicamente avanzatissime. Se la FIAT puntava alla motorizzazione di massa, Itala guardava all'aristocrazia e alle competizioni. Le sue vetture erano i "jet" dell'epoca: motori enormi, finiture di pregio e una resistenza leggendaria.

L’Impresa Epica: La Pechino-Parigi del 1907
Il momento che ha consegnato Itala all'immortalità è senza dubbio il raid Pechino-Parigi. Nel gennaio 1907, il giornale Le Matin lanciò una sfida folle: percorrere 16.000 chilometri tra le due capitali.
Al volante della Itala 35/45 HP sedeva il principe Scipione Borghese, accompagnato dal meccanico Ettore Guizzardi e dal giornalista del Corriere della Sera, Luigi Barzini.
Aneddoti del Viaggio:
La Strategia delle Ruote: Per evitare problemi con i ricambi in terre selvagge, Borghese decise di montare quattro ruote di dimensioni identiche, a differenza delle auto dell'epoca che avevano diametri diversi tra avantreno e retrotreno. Una scelta che si rivelò vincente.
Il Crollo del Ponte: In Transbaikalia, un vecchio ponte di legno cedette sotto le due tonnellate dell'Itala. L'auto rimase sospesa nel vuoto, rischiando di finire nel fiume. Fu salvata solo grazie all'intervento di decine di contadini locali e all'ingegno di Guizzardi.
La "Deviazione" per lo Champagne: Borghese era così in vantaggio sugli avversari che, arrivato in Europa, decise di fare una deviazione di centinaia di chilometri verso San Pietroburgo solo per partecipare a un gran ballo in suo onore e bere un bicchiere di champagne, per poi ripartire e vincere comunque con 20 giorni di anticipo sul secondo classificato.
I Modelli che Hanno Fatto la Storia
Oltre alla celebre 35/45 HP del raid, Itala produsse capolavori come:

Itala 61: Una delle auto più eleganti degli anni '20, con un motore a 6 cilindri che era un gioiello di silenziosità.

Itala 51: Famosa per le prestazioni sportive e l'affidabilità durante la Prima Guerra Mondiale.
Il declino: La produzione cessò ufficialmente nel 1934. Le cause furono molteplici: la crisi economica del '29, una gestione finanziaria complessa e la progressiva pressione della FIAT che, con il beneplacito del governo dell'epoca, stava assorbendo le realtà più piccole per consolidare il mercato nazionale.
La Rinascita: Il Piano di DR Automobiles
Dopo quasi un secolo, il marchio è stato acquisito da Massimo Di Risio, patron di DR Automobiles. Le intenzioni del gruppo sono chiare: trasformare Itala nel brand Premium e Performance della galassia DR.
A differenza dei modelli DR ed EVO che nascono da piattaforme cinesi (Chery, JAC), per Itala si parla di un progetto molto più ambizioso:
Made in Italy: La produzione sarà concentrata nel nuovo polo di Anagni (Jarama Srl), con l'obiettivo di creare una filiera produttiva più autonoma.
Tecnologia e Design: I nuovi modelli, attesi per l'inizio del 2026, saranno caratterizzati da motorizzazioni ibride ed elettriche ad alte prestazioni, con un design che richiamerà l'eleganza classica delle Itala storiche in chiave moderna.
Posizionamento: Itala non competerà nel mercato "low cost", ma sfiderà i grandi marchi europei del lusso, puntando su qualità costruttiva e prestigio storico.
Il ritorno di Itala è un segnale forte per l'industria italiana. Vedere quel logo, che un tempo dominava i deserti e le vette, tornare a brillare sulle nostre strade è un'emozione che ogni appassionato di motori non vede l'ora di vivere.

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